« Seminar 2002-2003 on "O Brother!" | Main | Greetings »

Aug 29, 2003

Comments

JJGN

Diego, gracias. Tienes razón. Es cierto lo que dice Aristóteles: "la poética es más filosófica que la historia". La "ficción" es más estable que la "no-ficción" al tratar de asuntos que se acercan al ser de cosas y personas. También dice Aristóteles que "el amante de los 'mitos' es en cierto modo filósofo".

Eso no quita para que (como más o menos me parece que digo a Norberto) en "P & C" se estudien asuntos relacionados con las profesiones y trabajos de comunicación de tipo "non-fiction".

El caso es -como dices- agarrarse a esa "thin red line" de las tendencias sociales de la naturaleza humana, para trabajar en torno a las cuestiones que se plantean al asociar con lazo fuerte y estable la "poética" y el "cristianismo".

Por eso pienso que el trabajar sobre una película como "Ausencia de malicia" es muy valioso para entender mejor la "vindicatio", como virtud humana y cristiana. Y hacerlo no quedándonos en la "literariedad" o en la "cinematurgia", o con referencias a la historia de la literatura y el cine o su "especificidad", sino haciéndolo respecto de nuestra vida y nuestra dignidad personales en el mundo en que vivimos.

La "vindicatio" --como respuesta ante el mal recibido-- no es exactamente la "venganza" tal como la entendemos de ordinario: algo de suyo negativo. En el sentido del Viejo Testamento, si se entiende a la luz del Nuevo, aquello del "ojo por ojo" es sólo una prevención del extralimitarse en esa respuesta ante el mal recibido.

La ficción es un buen medio para estudiar representaciones, análisis y propuestas acerca de nuestra vida real en el mundo. Como sucede, entre otros caso, con la magnífica película que es "Ausencia de malicia".

En todo caso, hay muchas posibilidades en el actuar ante un mal recibido. Lo que interesa es no dejar de lado, por ejemplo (estoy improvisando al escribir) la respuesta que implica "ahogar el mal en abundancia de bien", como dice San Josemaría Escrivá en "Surco" (864): "Tarea del cristiano: ahogar el mal en abundancia de bien. No se trata de campañas negativas, ni de ser antinada. Al contrario: vivir de afirmación, llenos de optimismo, con juventud, alegría y paz; ver con comprensión a todos: a los que siguen a Cristo y a los que le abandonan o no le conocen. * —Pero comprensión no significa abstencionismo, ni indiferencia, sino actividad”.

Es un asunto éste (el de "ahogar el mal en abundancia de bien" asociado a la "catarsis" poética) al que precisamente he dedicado unas cuantas horas, y espero que pronto se publiquen unas páginas que escribí con ocasión del Congreso sobre San Josemaría.

Pero es solo un ejemplo de lo que estamos hablando.

Termino. Tienes razón: entra dentro del planteamiento global del seminario la idea de usar los “radicales” como instrumentos para describir la sociedad.

DC

La idea de las virtudes sociales -o “radicales de la sociabilidad”- me parece, en efecto, que permite un estudio transversal, pues no se limita a una forma expresiva. Ofrece, además, la posibilidad de analizar cómo es la sociedad o la imagen de la sociedad que presentan autores y obras. A primera vista, resulta más fácil aplicarlo a obras de ficción. Me viene a la cabeza, por ejemplo, que la “vindicatio” es el tema de la película “Ausencia de malicia” (en la que Paul Newman monta una trampa para vengarse del mal recibido por la prensa). Supone un esfuerzo de abstracción un poco mayor identificar esos radicales en el ámbito de la no ficción. Pienso, concretamente, en la información periodística. Una guía podría ser lo que sugiere JJG-N: el uso de esos radicales como criterios de selección. Una pregunta a JJG-N: ¿entra dentro del planteamiento global del seminario la idea de usar los “radicales” como instrumentos para describir la sociedad, etc.?

JJGN

Grazie, Noberto. Benvenuto. Per quanto riguarda il venerdì come giorno adatto per i seminari "presenziali", mi sembra benissimo: come Decano della Facoltà tu hai l'informazione adeguata.

Invece, devo dire che c'è un malinteso nella formulazione di Giancarlo Polenghi, e conseguentemente nella tua.

Dove Giancarlo scrive "gratuidad e vindicatio" dobrevve dire "gratitudo e vindicatio", cioè, per dirla brevemente, l'attegiamento e le risposte davanti al bene ricevuto ("gratitudo") ed al male ricevuto ("vindicatio").

Dunque, non c'è "gratuidad" (gratis / for free) da un punto di vista commerciale come virtù sociale (o come fondamento del "fare società insieme") nel orizonte tematico del Seminario "Poetica & Cristianesimo".

Il nostro orizonte tematico è piutosto orientato a studiare con un certo sistema le abitudini, radicali o virtù "che fanno società", svilupando appunto la dimesione soziale della persona nell'orizonte della sua dignità:

1-- in quanto figurano nelle azioni rapresentate nelle opere poetiche: fano parte della sostanza semantica di romanzi, film, teatro, pittura, ecc., e nei media (per esempio, come criterio abituale di priorità nella scelta di prospettive nei contenuti del giornalismo, la pubblicità, la propaganda e le RRPP, ecc.)

2-- in quanto in queste opere si trova un'attegiamento --oltre la rapresentazione di queste abitudini, radicali o virtù "che fanno società"-- orientato verso l'azione comunicativa di esibizione o promozione pragmatica espressiva di fronte al fruitore di queste opere.

Quindi, il lavoro del Seminario "P & C" ha un riferimento piuttosto bifronte ma articolato di aspetti

1) tematici (diciamo filosofici, teologici, etici-politici), e
2) esperessivi (diciamo linguisitici, retorico-poetici, estetici)

attorno questi radicali o virtù personali "che fanno società" (e attorno le sue mancanze, relegazioni o negazioni "che disfanno società").

Come si può vedere nel "Plan para Seminario P&C 03-04", si trata di un progetto di lavoro interdisciplinare (a l'interno delle Facoltà di Comunicazione e al'interno delle Università accanto a professori di Filosofia, Teologia, ecc.) per al meno 4 anni.

Questo significa una grande apertura iniziale per i lavori. Per essempio, significa che una prospettiva "poetica" (cioè, dal punto di vista della creatività o dell'enunciazione) non dovrebbe essere più rilevante o avvere priorità su una prospettiva "critica", "estetica" (dal punto di vista della ricezione), di "analisi testuale", di "esegesi", ecc.

Procediamo pian piano nello studio di queste 9 tendenze della dimensione sociale della persona (e le sue mancanze). É un "sottile filo rosso / thin red line" che ci permette di lavorare en andare contemporaneamente davanti nella prospettiva poetica e cristiana. Fra l'altro, "chi va piano, va sano e va lontano".

Noi vogliamo arrivare piutosto lontano e pieni di salute: aldilà della intertestualità, e di una generica "letterarietà" (Jakobson). I "testi" e "discorsi" poetici dicono e fanno di solito qualcosa sul linguaggio e sul mondo. Non ci raccontano soltanto "il mondo com'è" (Eco, Fabbri). Neppure fa questo il giornalismo. Forse dicono di voler farlo, ma già siamo consapevoli della presenza nei media di diversi generi di "bias", di "spin", interessi editoriali, ecc.

In ogni caso, lo studio delle opere poetiche (sopratutto della sua "sostanza e forma del contenuto", per dirla con Hjelmslev) nella prospettiva delle 9 "tendeze umane naturali verso la vita insieme" istaura uno spiraglio, una appertura per guardare verso la trascendenza. E per vedere la luce e sentire l'aria che entrano da tale apertura trascendente nelle opere poetiche. Quando per lo più, un'esplicita dimensione trascendente è assente della sostanza esplicita del contenuto.

Norberto G. Gaitano

Operativamente suggerisco venerdì come data più appropiata per i nostri Seminari: non ce ne sono altri abitualmente in quel giorno e potrebbe facilitare la partecipazione di "esterni" all'Università.
Condivido la proposta di Giancarlo sull'argomento-filo conduttore di questo anno: "gratuidad y vindicatio". Se viene finalmente scelto questo argomento, mi offro per una relazione su "Pegiudizi, stereotipi, topoi, opinione pubblica e Chiesa cattolica". Comunque penserò a nomi anche per l'altro argomento.

JJGN

Grazie, Giancarlo. Per quanto riguarda i nomi, posso dire -e così non si tirerà indietro- che ho ricevuto qualche minuti fa un email di Armando Fumagalli. Dice di si a una mea richiesta di fare una delle 6 Relazioni del Seminario quest'anno.

Vediamo dunque la sua disponibilità per lavorare all'interno dei temi generali scelti, senza spostarsi troppo dei sui lavori in corso, e poi per venire a Roma un giorno apposto per il Seminario "presenziale". In ogni caso, ogni Relatore dovrà portare il su testo scritto. Così lo mettiamo subito on-line.

Giancarlo Polenghi

Per prima cosa, complimenti per l'iniziativa del blog.
Anche i "radicali della socialità" mi sembrano un tema molto fecondo. In vista di un corso di "PR internazionali" che terrò l'anno prossimo, proverò a dedicare qualche lezione a questo argomento. Ecco perché tutto ciò che si possa trovare di scritto e argomentato e che faccia diretto riferimento alla comunicazione, mi potrebbe interessare. Personalmente penso che sia molto bello cominciare da "gratuidad y vindicatio". Per i nomi, invece sono un po' a corto di idee....
Un caro saluto,
Giancarlo P.

CS Brenes

Magnífico plan. Tomo nota. Espero enviar sugerencias en breve.

Verify your Comment

Previewing your Comment

This is only a preview. Your comment has not yet been posted.

Working...
Your comment could not be posted. Error type:
Your comment has been posted. Post another comment

The letters and numbers you entered did not match the image. Please try again.

As a final step before posting your comment, enter the letters and numbers you see in the image below. This prevents automated programs from posting comments.

Having trouble reading this image? View an alternate.

Working...

Post a comment

P&C Project:
Experts in humanity


  • The Poetics and Christianity Project is an international forum for studiyng the intersection of artistic culture and expressions of religious faith, with a special emphasis on narrative and dramatic arts. It offers a meeting place for scholars and artist of diverse fields of expertise.

    * * *
    “ For tragedy is an imitation ('mimesis'), not of men, but of an action ('praxeos') and of life, and life consists in action, and its end is a mode of action ('to telos praxeis tis estin'), not a quality. Now character determines men's qualities, but it is by their actions that they are happy or the reverse.”

    [Aristotle’s Poetics, 50 a 16-18]


    “ There is a need for heralds of the Gospel who are experts in humanity, who have a profound knowledge of the heart of present-day man, sharing his joys and hopes, his anguish and sadness, and who are also contemplative souls, in love with God. “

    [Pope John Paul II to the European Council of Bishops' Conferences, 11-10-85]

WELCOME


  • Posts and Comments are here written in English, Italian, Spanish and French.

    Feel free to use anyone of those Languages in writing. Almost everyone of us can read them.

    Our multilingual online work is not a presage of the confusion in a new Tower of Babel.

    The purpose is just the opposite, working on "Poetics & Christianity". Enjoy your stay.

Convegno 2005:
"Il ritorno a casa"

Seminar on "O Brother!"

Pontificia Università della Santa Croce

Elsewhere

  • powered-long.gif
Blog powered by TypePad
Member since 08/2003