IL
LAVORO DELLO SPETTATORE DI CINEMA
Seconda Sessione: Le “storie” di fronte alla “Storia”
Giovedì 15 novembre / 15:00 – 18:00 / Aula Álvaro del Portillo
Tema: Vita e “fiction”: i racconti non sono la vita reale. Oppure si? Si può dire che i film sono documentari fatti con attori? Cosa ci fa vedere un film che non possa essere mostrato da un telegiornale?
Questioni da studiare: L’oggetto della
rappresentazione drammatica. È vero che l’opera poetica è più filosofica che
l’opera storica? (Cfr. Aristotele, Poetica
1451 b 5-7).
Film: L’Enfant (L’Enfant – Una storia d’amore), Luc e Jean-Pierre Dardenne, 2005.
Materiale sui fratelli
Dardenne e il film:
-Wikipedia: Dardenne Brothers
-Rassegna in Slant Magazine
-Rassegna in My Movies
Materiale sulle questioni da
studiare:
-Aristotele, Poetica 1451 b 1-7
-Sulla stoffa dei
nostri sogni
-Ficción y verdad práctica: entre lo verosímil y lo
necesario
-Sobre
la “necesariedad” poética
Il tema di discussione è
questo: cosa aggiunge una storia (che pertanto “è raccontata”) a le cose che
accadono nella storia? (Per chiarire i termini conviene pensare alle parole in
inglese: “story” e “history”).
E’ lo stesso guardare “L’Enfant”
che leggere un reportage su un ragazzo che ha venduto suo figlio?
Il fatto
di raccontare implica una scelta da parte di chi racconta: su cosa e come
raccontare. Ed allo stesso tempo richiede una scelta da parte di chi ascolta,
legge o vede: su cosa significa ciò che gli si è raccontato.
In questa seconda sessione si
da per scontato che si è in grado di “vedere” la struttura di un film,
individuare la trama e le sotto trame, e dare “nome” agli abitudini e
sentimenti che compaiono “incarnate” nei personaggi (e anche nella musica, i colori,
i movimenti della macchina da presa, le inquadrature, il montaggio, etc.).

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